L' OASI VOCAZIONE per VOI ?
Introduzione alle esperienze
La scorsa settimana abbiamo ascoltato, e pregato attraverso alcune esperienze, la vita di chi ha risposto alla chiamata Oasi. Oggi vogliamo ascoltarne altre. Il nostro intento rimane quello della condivisione nella fedeltà al Signore che ci chiede di non tenere per noi i suoi doni. Se l’Oasi è un dono -e il suo riconoscimento ufficiale dice che si tratta di un dono fatto alla Chiesa- non possiamo tenerlo per noi. per quanto possiamo essere poveri nel corrispondervi, l’esperienza dei servi di Cana ai quali ci rifacciamo continuamente ci invita e continuamente ci stimola ad essere generosi. A noi tocca ‘mettere l’acqua’ delle nostre esperienze e della nostra vita, al resto penserà Lui.
La domanda che da qualcuno ho ascoltato in questi giorni è: "Come faccio a capire se Dio mi chiama e dove?". Le testimonianze possono essere un contributo che ci dice come altri lo hanno capito. Ma la cosa più importante da fare è metterci in ascolto di Lui che ci parla, con il desiderio e la prontezza a fare quello che Lui ci chiederà. Ricordiamo -e l’esperienza dei santi ce lo insegna- che Dio può parlarci anche attraverso la voce e la vita di altri nostri e fratelli che prima di noi hanno fatto le loro scelte. Ricordiamo la domanda che ha rivoluzionato la vita di S. Agostino: "Si iste et ille, cur non ego?". Guardando la storia di alcuni santi si è chiesto: "Se questo ci è riuscito e quell’altro pure, perché io no?". Gli è bastato per cambiare radicalmente la vita e trovare la sua vocazione e il suo posto nella Chiesa.
Ecco allora qualche altra esperienza per nutrire la nostra preghiera e il nostro colloquio col Signore che stiamo adorando. Se Lui vuole farci il dono di una chiamata particolare, e forse già da tempo e in tante maniere sta tentando di farcelo capire, non induriamo il cuore. Si tratta di una chiamata ad incarnare l’amore che da senso alla vita: non lasciamoci vincere in generosità.
Con questo incontro(è l’ultimo del mese di febbraio) la nostra proposta è terminata. Vi abbiamo raccontato come e perché l’Oasi è una vocazione per noi e come vi siamo giunti. Ora vorremmo che in tanti la sentiste e la consideraste come possibile vocazione anche per voi.
Vi aspetto
don Alberto
(Nel corso della preghiera sono state offerte quattro testimonianze da parte dei membri della Comunità, seguite da alcuni interventi di preghiera spontanea)
PER LEGGERE LE TESTIMONIANZE, CLICCA SUI LINK:
http://www.prega.it/cristinaedino.htm
http://www.prega.it/marialuisa.htm
LA VITA E' VOCAZIONE
Complimenti, siete stati bravi.
Comincia a venir fuori la vita…condivisa. È proprio il caso di dire che i magi ... portano lontano.
Per questo i post di questo periodo non possono non accompagnare, e invitare ad approfondire, gli argomenti che tratteremo nell’itinerario vocazionale che stiamo tenendo all’Oasi Mariana Betania nei mesi di gennaio e febbraio. Anche questo è condividere la vita. Ecco allora -a mo’ di assaggio- una brevissima sintesi del primo tema: “La vita è vocazione”.
“Tutti sappiamo che la parola “vocazione” vuol dire “chiamata”. Ma chiamata a cosa? Alla vita, ossia all’esistenza, innanzitutto.
Sì, anche questa è una “vocazione” nel senso più vero che esige una risposta e apre a una missione. Non per nulla la Bibbia commenta la creazione dell’uomo con una doppia sottolineatura: “E Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona” (Gen 1,31).
Abbiamo scelto come icona di riferimento per questo itinerario la creazione di Adamo (così come l’ha dipinta Michelangelo nella Cappella Sistina), intendendo vedere in essa la “creazione”, ossia l’intervento di Dio su ogni essere umano.
Ogni uomo, infatti, nasce come atto di amore da parte di Dio, il quale esige una risposta che sia anch’essa dettata dall’amore pronto a farsi dono.
Ci aiuta ad approfondire questo pensiero quanto scrisse il Papa Giovanni Paolo II nel messaggio per la giornata di preghiera per le vocazioni del 6 maggio 2001:
“Considerare la vita come vocazione favorisce la libertà interiore, stimolando nel soggetto la voglia di futuro, insieme con il rifiuto d'una concezione dell'esistenza passiva, noiosa e banale. La vita assume così il valore di "dono ricevuto, che tende per natura sua a divenire bene donato" (Doc. Nuove vocazioni per una nuova Europa, 1998, 16, b)”.
La conclusione che abbiamo tratto è che “vivere è rispondere”. E l’uomo, ogni uomo, è chiamato a farlo!
Il tema già da questi pochi cenni appare stimolante e apre a non poche considerazioni. Facciamole e doniamole in tanti.
don



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